TERZO POSTO … ANCORA UNA VOLTA!!! MA QUANTO CI SIAMO DIVERTITI!?!?!?!?!
2017 Ago 02/ By / 0 comment

Finali Nazionali CSI 2017:

Montecatini è ormai una sede classica per questo evento ed anche i nostri eroi dell’Atletico Maldossi stanno diventando degli habitué di queste finali. Non si sa ancora per quanto, data l’età assolutamente galoppante, ma per ora godiamo finché possiamo! Dopo una regular season a dir poco altalenante, ma con un finale al miele, i neri erano usciti vincitori dal gironcino interregionale di Alba Adriatica di inizio giugno, che li ha proiettati direttamente alla fase decisiva del campionato nazionale del CSI. Dopo due anni, gli Ossi si ritrovano ancora una volta a prepararsi per un viaggetto nel centro termale: potete ampiamente immaginare l’entusiasmo di tutti alla lettura del calendario (emesso con un insolito quanto gradito anticipo), che lasciava un’ampia finestra al giovedì sera per l’immancabile visita notturna al MakiMaki, punto focale di tutta la finale nazionale ossica!!! Partenze scaglionate, dovute ad impegni vari, tra lavoro, famiglia e vacanze e maldossiani che hanno raggiunto la Toscana praticamente con quasi tutti i mezzi di trasporto possibili: chi in auto, chi in treno e addirittura BaboZuk (in vacanza con la famiglia in Puglia) in aereo fino a Pisa, dove la staffetta dell’assessore Terra lo ha accolto con il tappeto rosso fuori dall’aerostazione, per catapultarlo al Palaterme appena in tempo per tirare due sfrombli nella prima partita.
Partiamo dalla fine: siamo arrivati terzi, come nel 2015. Rimpianti? Forse qualcuno sì, visto che la squadra poi diventata campione d’Italia si era dovuta inchinare al cospetto dei “funamboli” ossici proprio nella prima giornata. Ma, alla fine, messe da parte tutte le recriminazioni, sono stati quattro giorni che rimarranno comunque impressi nella memoria maldossiana, per spensieratezza, divertimento, risate, relax, sana competizione, grida e strepiti, condivisione e togetherness (come dicono quelli bravi): soprattutto per una partecipazione dei Tifossi che mai si era verificata nelle precedenti apparizioni alle finali nazionali. Ma ora andiamo con ordine, occupandoci del lato più sportivo della vicenda.
Girone preannunciato come molto difficile, con Verona, Torino e Trapani, che affrontiamo proprio in questa sequenza. Contro “I Furiosi” veneti, accreditati di 49 vittorie nelle ultime 49 partite giocate, giochiamo la miglior partita del torneo (forse perché era la prima???), con un Baffino disponibile solo nei primi due quarti (Ortopedia del Silvestrini chiama!!!), ma che in 20 minuti mette insieme tutto quello che normalmente fa in 40 (e di solito non è poco): partenza a razzo (9-2), rispondiamo alla reazione di Verona e chiudiamo sul 34-23 all’intervallo lungo, poi, nella seconda metà, mettiamo il tappo sul canestro e concludiamo con un comodo 55-37. Vittoria inaspettata e, per questo, ancora più bella. Baffino nel frattempo è già al lavoro e festeggia tra bisturi e anestesie. Dopo la nottata turbolenta al MakiMaki (assolutamente niente rispetto a due anni prima: anche qui, l’età avanza …), il giorno dopo ci aspetta Torino, sconfitta da Trapani nella prima partita. La truppa dei Tifossi si ingrossa in maniera sensibile (nessuno aveva un seguito così nutrito, anche negli altri sport) e il sostegno dagli spalti si rivela decisivo, in una gara giocata maluccio per 35-36 minuti: l’illusorio vantaggio iniziale (16-9 a metà 2Q) fa pensare agli ossici che possa essere facile; invece l’Antica Cestistica Chivassese (potete facilmente immaginare i giochi di parole aggiungendo una “A” al nome dei nostri avversari) si dimostra un avversario ostico e ci porta fino all’orlo della sconfitta (40-46 al 37’), prima che un paio di magate di Oscare ci risveglino dall’incubo e ci portino al supplementare, dove un inopinabile 2 su 2 ai tiri liberi di Quino e un canaston di Franz ci danno un margine di sicurezza, che ci permette di chiudere sul 54-49. Che fatica!!! Ma siamo in testa alla classifica del girone con 5 punti (nel CSI le vittorie in overtime assegnano due punti a chi vince ed uno a chi perde) e tanto basta per farci passare un’altra bella serata, tra frizzi e lazzi, partite a tressette (la leggenda narra che qualcuno, con l’accuso in mano, sia riuscito a totalizzare due punti in una mano), tuffi in piscina e ricerche di ossici perduti. Il sabato diventa il giorno del redde rationem: due partite in un giorno (non proprio una passeggiata nel parco per i nostri “giovincelli” in nero) e, soprattutto, la prima delle due alle 9 di mattina contro Trapani, in un match diventato senza domani per tutte e due, visto che i siciliani avevano pensato bene di perdere il giorno prima contro Verona. Quindi, chi vince va in semifinale e chi perde va a casa. Non la migliore delle prospettive, dopo aver vinto le prime due partite ed in considerazione anche del fatto che la Drepanum Basket si è dimostrata un cliente per niente malleabile nelle prime due giornate. Ed infatti i nostri personalissimi All Blacks (in bianco per l’occasione, elegantissimi!!!) rimangono dolcemente addormentati per un paio di quarti, toccando anche il -14 sul 15-29 nella seconda metà del secondo periodo: tutto finito? Valigie pronte per rientrare a Perugia con la coda fra le gambe? I Tifossi sono più frizzanti del solito, guidati da Gabbro e ‘Pino in stato di grazia nei loro assalti contro la terna arbitrale ed un sussulto immediatamente prima dell’intervallo lungo, produce un 6-0 in 5 secondi, con tripla on the buzzer di Baffino, che ci fa chiudere su un più accettabile 25-31 i primi venti minuti e soprattutto manda i siciliani negli spogliatoi con un bregno che non avrebbero avuto nemmeno se fossero stati sotto di venti. La seconda metà è un totale monologo del Maldossi, con Timber finalmente in palla ed il risultato che viene immediatamente ribaltato, fino al 49-43 finale. Non uno spettacolo scintillante, ma alla fine arriva la terza vittoria in tre partite e ci si può andare a riposare in albergo, in attesa di giocare la semifinale alle 18.30. Semifinale che ci oppone alla giovanissima formazione di Roma Eur, uscita sorprendentemente seconda dall’altro girone, dietro alla favorita Bologna. Nel nostro girone, Verona batte Torino nell’ultima gara e conquista secondo posto e semifinale.
Dopo un pomeriggio di Oki, gambe a penzoloni, crogioli in piscina, dormite sonore e tutto quello che era possibile pensare ed immaginare per provare a recuperare un po’ di forze, i nostri eroi si presentano al Palaterme per affrontare una squadra … Under 18!!!!! Bologna intanto si è fatta sorprendere dai Furiosi di Verona nella prima semifinale, ma questo non è il pensiero principale nella testa degli ossici: in un torneo di panze in fuorigioco, salti vertiginosi come la Gazzetta del martedì, raffinato uso di gomiti rinominato “esperienza” e chiacchiere in campo che neanche al Festival di Sanremo, ecco che ora ci troviamo di fronte questa masnada di sbarbatelli, che saltano e corrono come dovrebbe essere proibito in un torneo CSI (haha) e soprattutto non sentono nelle gambe la battaglia del mattino che anche loro hanno dovuto combattere per qualificarsi. Cominciamo con circospezione, ma riusciamo a tenere il controllo nel primo quarto (19-13), senza però scrollarci di dosso Roma. Secondo quarto sulla stessa falsariga, con i bimbi dell’Eur attaccati alle nostre calcagna con tigna e volontà: diamo i primi segnali di sfaldamento, ma chiudiamo comunque avanti 30-27 al 20’. Al rientro, teniamo botta per altri otto minuti (39-39), poi lo 0-5 di fine 3Q ci scoraggia e non poco (39-44 3Q): smettiamo di fare canestro, la stanchezza ci assale, mentre i nostri avversari continuano a zampettare felicemente per il campo (fortuna le mani non troppo felici, altrimenti ne prendevamo trenta!). Il divario si allarga (45-52 al 36’) e non riusciamo neanche più a intercettare i giovani della Capitale per provare almeno a tirare qualche “saganata” di correzione: non c’è niente da fare, molliamo di schianto nel 4Q e Roma Eur va meritatamente in finale (47-60 il risultato finale). Serata ovviamente col bregno e “morti che careggiano i feriti” si direbbe in perugino. Il solito FGC cerca di tenere alto il morale della truppa, ma non c’è molta voglia di scherzare, pensando soprattutto alla temutissima finale per il 3° e 4° posto del giorno dopo alle 9: tutti a letto presto e trascinare il bregno fino alle camere non è stato per niente facile.
Finalina tra deluse (entrambe prime nel giorne e date per favorite) e un altro appuntamento alle 9 della mattina: gli Ossi, dopo la sconfitta della sera prima, di tutto avrebbero voglia meno che di giocare questa partita, ma è ancora più incredibile il punto di vista dell’Associazione Futura Bologna, che, dopo un finale di partita un pelino turbolento nella semifinale del giorno prima (diciamo che non sono stati completamente d’accordo con alcune scelte arbitrali … e glielo hanno detto!!!), si ritrova con tre squalificati ed un altro paio che sono tornati a casa. Risultato: Bologna si presenta con i “Magnifici 5” che sono rimasti per giocare e la vista della panchina totalmente vuota (né riserve, né allenatori, né accompagnatori: VUOTA!!!) è una delle immagini più esilaranti che si sia mai avuta in una partita di basket. I nostri eroi in nero invece sono tutti lì, tutti più o meno acciaccati, ma stoicamente presenti per la partita. Che non assume toni molto simpatici per gli Ossi, visto che i cinque bolognesi crivellano il canestro senza sosta all’inizio, comandando per due quarti (12-20 1Q, 26-28 2Q). Poi ovviamente le percentuali calano, la stanchezza comincia a farsi sentire anche per loro e Timber mette qualche tripla che ci riporta avanti (46-40 3Q): gli emiliani mollano e finisce 64-56, risultato che ci porta ancora una volta al terzo posto finale. Festeggiamenti ossici come se avessimo vinto (alcuni dicono che chi vince 3°-4° posto è più contento di chi perde 1°-2° … ma la finale l’avremmo giocata volentieri!), foto a gogò e fine di una bella storia, a completamento di una stagione che sembrava dover finire molto presto e che si è invece prolungata quasi all’infinito: basti pensare che il Maldossi si è allenato il 5 di luglio, cosa mai avvenuta nella storia quindicennale del team. Come sempre, il meglio viene alla fine: ed effettivamente la Maldossi Family ha saputo dare il meglio di sé a Montecatini, con una carovana che comprendeva mogli, figli, figlie, amici, non giocanti, parenti vari e tutti che hanno aggiornato chi non è potuto venire con puntuali messaggi Whatsapp e foto a documentare la finale passo dopo passo. Ora calci8 e vacanze: col bim-bum-basket se ne riparlerà tra un po’.
Arrivederci al prossimo anno!