Una stagione molto ossica
2018 Lug 27/ By / 0 comment

Ossi Land – Un’altra stagione (la sedicesima) è in archivio. Un altro titolo regionale (se ne è perso il conto) ed un’altra Finale Nazionale (la sesta), conclusasi anche questa volta degnamente per l’Atletico Maldossi: con il bregno! Sì, perché tutto sommato, la stagione era partita con grosse aspettative: campagna acquisti faraonica, con il telefono di Marotta-Terradura bollente per tutta l’estate, allenamenti di gran carriera per cominciare l’anno (poi è tutto tornato alla triste normalità dei 7-8 partecipanti), stagione regolare chiusa al primo posto con una sola sconfitta. La triade di allenatori/GM/sfrombolatori/scleranti orchestrava il roster maldossiano con maestria, pur non facendosi mai vedere agli allenamenti, mentre i risultati sgorgavano copiosi. Poi l’intoppo della Finale Provinciale, persa inopinatamente all’overtime contro i beneamati cugini ortolani, che forse ha funzionato come sveglia prima dei play-off. Da lì in poi, sette vittorie e nessuna sconfitta (2-0 allo Spoleto, 2-0 agli Echoes e 3-0 in finale all’Onaosi) hanno significato la vittoria del titolo regionale CSI Open 2018 e, ancor più importante, la qualificazione diretta alla Finale Nazionale di Montecatini Terme. Ora, partecipare alle finali nazionali è sempre un onore ed un piacere, ma qualcuno mi deve spiegare per quale motivo bisogna giocarle a metà luglio, quando i sani di mente non stanno certo a morire in una palestra surriscaldata a 150 gradi nella campagna toscana, ma magari si godono una vacanza al mare o in montagna. Per cui, giù con gli allenamenti, considerato che Gara-3 di finale si è giocata il 31 maggio (e già mi sembra tardi!!!) e la prima a Montecatini Terme non era prevista fino al mattino del 12 luglio! Ci siamo sorbiti anche il Timber-program (che non te venissero più in mente ‘ste idee strambe), ovviamente il Santissimo Calci8 andato a puttane e attesa spasmodica per la formula delle finali, quest’anno allargate a 12 squadre, ma sempre in tre giorni e mezzo (sic!). La Triade si lanciava in previsioni somiglianti al testo della Stele di Rosetta, tipo due gironi da 6 squadre ciascuno, finché, col suo solito immarcescibile tempismo, il CSI, a pochi giorni dall’evento, se ne esce con la strampalata formula di tre gironi da 4 squadre ciascuno, che darà adito alle più disparate supposizioni (si è sentito anche supporre di perderle tutte nel girone, così da riposarsi per la fase finale!). Comunque, arrivano le finali e le aspettative restano deluse: sesto posto, meritato, visto la forza degli avversari (livello cresciuto rispetto all’anno scorso), un tour de force di sette partite in tre giorni e mezzo, con spesso i nervi a fior di pelle, gente che andava e veniva da Perugia, come se Montecatini fosse alla stessa distanza di Magione e poco tempo per godersi l’evento. Ovviamente non sono mancati i toni comici: ad esempio, la finale per il 5° posto contro i nostri compagni di albergo di Chivasso è stata a dir poco imbarazzante, dopo il gemellaggio della sera/notte precedente a colpi di whisky e champagne. E vedere tutti in campo la mattina dopo alle 10.30 non è stato un bello spettacolo, ve lo posso assicurare. Era anche la settima partita, dopo averne giocate due al giorno nelle tre giornate precedenti: consiglierei al CSI di modificare questa formula, che sembra più adatta a dei forzati invece che a gente che viene soprattutto per divertirsi. Morto Cristo, spenti i lumi: ora tutti in vacanza e ci si rivede a settembre, con chissà quali altri fantasmagorici acquisti operati dalla coppia Marotta-Terradura e Moggi-Frulloni sul fiorente mercato degli Over 40 (se non Over 50) umbri!!!